Torah Dental Centre
 מרכז רפואת שיניים תורה

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Benvenuti al Torah Dental Centre  Un Sorriso in Armonia con la Vostra Salute

Al Torah Dental Centre  uniamo competenza e innovazione per offrirvi cure odontoiatriche d’eccellenza, nel pieno rispetto dei valori di integrità, benessere e rispetto della persona.Crediamo che la salute orale sia parte integrante dell’equilibrio del corpo e della mente, e per questo vi accogliamo in un ambiente sereno, dove professionalità e umanità si incontrano.
Il nostro team altamente qualificato utilizza tecnologie all’avanguardia per garantirvi trattamenti sicuri, efficaci e personalizzati. Che si tratti di un controllo di routine o di una procedura avanzata, il nostro obiettivo è restituirvi il sorriso nel rispetto della vostra salute e dei vostri valori.
Secondo la tradizione ebraica, prendersi cura di sé è un dovere sacro, il primo passo verso il benessere del corpo e della mente.Vi aspettiamo per offrirvi un’esperienza di cura basata su eccellenza, fiducia e attenzione alla persona.





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Armonia e Funzionalità per un Sorriso Perfetto

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Igiene Orale

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La gnatologia è la disciplina specialistica dell’odontoiatria che si occupa dello studio della fisiologia, della patologia e delle funzioni dell’apparato stomatognatico, con

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Per una corretta valutazione clinico-diagnostica in ambito odontoiatrico è possibile ricorrere a diverse metodiche radiologiche:

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​Il trattamento di ortodonzia invisibile si basa sull’impiego di una sequenza di allineatori trasparenti

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  •  Scrivi un e-mail saremo noi a chiamarti Lo Studio è aperto dal Lunedi al Venerdi dalle ore 08:00 alle ore 17:00. Dal Venerdi ( circa un'ora prima dell'imbrunire) fino al Sabato ( con il calare del buio ) chiuso per lo Shabbāt (uno dei fondamenti più importanti della fede ebraica) Domenica solo per emergenze מיום שישי (כשעה לפני רדת החשכה) ועד שבתהסטודיו פתוח מיום שני עד שישי בין השעות 08:00-17:00. מיום שישי (כשעה לפני רדת החשכה) ועד שבת (עם רדת החשיכה) סגור לשבת (אחד היסודות החשובים ביותר של האמונה היהודית) יום ראשון למקרי חירום בלבד

Studio di Medicina Legale Odontoiatrica e Consulenze Forensi Specializzati in Perizie Odontoiatriche, Traumi Oro-Dento-Facciali, Identificazione Forense e Responsabilità Professionale Indirizzo dello Studio: Shlomo Ibn Gabirol 131 6203706 Tel Aviv – Israele


La medicina ebraica nella tradizione e nei testi sacri

Nei testi religiosi israeliti non mancano, anzi ricorrono spesso, regole e allusioni di carattere medico. Nella Bibbia, nell’Antico Testamento e in altri documenti legati alla vita del popolo ebraico, si trovano numerose nozioni che delineano una vera e propria “medicina ebraica”.

Tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. le conoscenze furono tramandate oralmente dai rabbini e poi raccolte nella Mishna, alla quale si aggiunse la Gemara. Questi due testi formano il Talmud, sia in versione palestinese sia in quella babilonese (la più ampia e nota). Altri scritti rabbinici, come la Tosefta e i Midrashim, contengono anch’essi riflessioni e norme di carattere medico.

Il Talmud rappresenta il contributo più importante, perché contiene nozioni assenti nella medicina greco-romana e araba. Dopo la distruzione di Gerusalemme (70 d.C.), i talmudisti si dedicarono non solo all’insegnamento della Bibbia e del Talmud, ma anche all’arte veterinaria, alla macellazione rituale, all’esame delle carni e alla medicina.


Medicina ebraica nell’Antico Testamento

Nella Bibbia il medico ha diritto e dovere di guarire: nell’Esodo è prescritto che chi provoca una ferita deve provvedere alle cure. Il medico può anche trasgredire le regole alimentari e perfino il sabato, se necessario. Sono ammessi persino amuleti, purché indispensabili alla guarigione.

Nell’Ecclesiastico si sottolinea il rispetto per il medico, creato da Dio per il bene degli uomini. Nel medioevo alcuni rabbini limitarono però tale diritto, circoscrivendolo ai traumi fisici di origine esterna.

La malattia è vista come proveniente da Dio, ma il medico è suo strumento di guarigione. Significativo è il passo dell’Esodo (15,26): “Io sono il Signore, colui che ti guarisce”.

Il concetto di igiene emerge chiaramente: i sacerdoti avevano il compito di diagnosticare le malattie della pelle, le eruzioni e la lebbra, anche se non svolgevano funzioni terapeutiche come in altre culture. Alcuni re e profeti si distinsero anche per conoscenze mediche: Salomone, che avrebbe scritto un “Libro delle droghe”; Eliseo, che praticò una forma primitiva di respirazione bocca a bocca; Isaia, che curò il re Ezechia con rimedi naturali.

Molte norme bibliche hanno un chiaro valore profilattico: quarantena dei malati (Levitico), lavaggi rituali dopo il contatto con cadaveri (Numeri), sepoltura degli escrementi lontano dagli alimenti (Deuteronomio). Tra queste rientrano la circoncisione, le leggi alimentari (come il divieto del maiale e del sangue), le regole sull’igiene mestruale e sull’isolamento dei lebbrosi.


Medicina nel Talmud

Nel Talmud ricorre il termine rofhé (medico), da rapò (“calmare, guarire”). La professione non era esclusiva: si poteva esercitare la medicina senza titolo formale, e allo stesso tempo essere medico e svolgere altri mestieri.

Vi erano diversi tipi di medici:

  • Rofhé: medico generico;
  • Rofhé oumann: medico qualificato, riconosciuto dalle autorità;
  • Rofhé moumhé: medico specialista (senza precisazione della specialità);
  • Rofhé neeman: medico di fiducia del tribunale, non perseguibile per errori professionali.

Ai medici era consentito curare anche di sabato in caso di pericolo di vita. Accanto a loro vi erano altre figure: le levatrici (shiffrache e puah, poi hakamache, “saggia”), i barbieri-infermieri, i ciarlatani (samardaki), e persino i veterinari, alcuni stipendiati dal Tempio.


Leggi alimentari e igiene

Un ruolo centrale è ricoperto dalle leggi alimentari. Con Mosè la distinzione fra animali “puri” e “impuri” non solo aveva valenza religiosa, ma riduceva il rischio di malattie infettive. Il concetto chiave era quello di kasher (consumabile) e terephà (vietato).

L’abbattimento rituale (shechità) richiedeva un taglio netto dei vasi del collo, con coltelli perfetti, evitando sofferenze all’animale. Dopo la macellazione, un esperto controllava la carcassa alla ricerca di lesioni: un primo esempio di esame anatomo-patologico.

La medicina ebraica è particolarmente attenta alla profilassi e alla prevenzione del contagio: isolamento dei malati, disinfezione di persone e oggetti, abluzioni purificatrici. Il concetto di contagio e infezione descritto nel Levitico anticipa nozioni moderne di igiene pubblica.


Influenze e sviluppi


Le conoscenze ebraiche influenzarono la Scuola Medica Salernitana (IX secolo), punto d’incontro tra tradizioni latine, greche, arabe ed ebraiche. Questa scuola, aperta anche alle donne, univa pratica clinica quotidiana a cultura erboristica e farmacologica, rappresentando un unicum nella medicina medievale europea.


Personaggi di spicco

  • Mosè Maimonide (1135–1204): filosofo, giurista e medico, attivo al Cairo. Fu medico alla corte del sultano e guida spirituale della comunità ebraica. Scrisse il Commento alla Mishnah, la Mishné Torà e la Guida dei perplessi. Nei suoi testi medici sottolineava il valore della prevenzione e l’importanza di curare non solo il corpo ma anche l’anima, con una concezione di equilibrio e moderazione.
  • Paul Ehrlich (1854–1915): medico e scienziato tedesco, premio Nobel nel 1908. Innovatore in ematologia e immunologia, scoprì il Salvarsan, primo trattamento efficace contro la sifilide, e gettò le basi della chemioterapia e della moderna immunologia. La sua teoria dei recettori cellulari aprì la strada alla ricerca farmacologica e alla comprensione del sistema immunitario.






Le origini preistoriche

L’attenzione alla salute dei denti affonda le sue radici nelle epoche più remote. Nell’uomo preistorico, la carie era poco diffusa: la dieta povera di zuccheri e ricca di fibre, che richiedeva lunghi tempi di masticazione, favoriva una buona resistenza dentale. Con l’introduzione della macinazione dei cereali e delle farine, tuttavia, la patologia cominciò a diffondersi.Le prime testimonianze di cure dentali risalgono già a 13.000 anni fa, in Italia, dove sono state rinvenute otturazioni realizzate con bitume. Al sito neolitico di Mehrgarh, nella valle dell’Indo (VII millennio a.C.), sono stati ritrovati denti perforati e riempiti con cera d’api e sabbia, oltre a trapani ad arco con punte di selce, probabilmente utilizzati da artigiani sia per curare i denti sia per realizzare intarsi ornamentali. Un esemplare di otturazione in cera d’api è stato rinvenuto anche in Slovenia e datato a circa 6.500 anni fa.



Le civiltà antiche

Nelle culture sumere compare la teoria del “verme dentale” come causa della carie, concetto destinato a sopravvivere per secoli, fino al Medioevo europeo. Nel Codice di Hammurabi (XVIII sec. a.C.), l’estrazione dei denti compare addirittura come forma di punizione.In Grecia, Ippocrate e Aristotele descrissero fenomeni dentali quali la sequenza di eruzione, i metodi di estrazione e persino l’uso di fili per stabilizzare denti e ossa fratturate. In queste epoche, la dentatura iniziò a essere percepita non solo come strumento funzionale, ma anche come indice di salute, prestigio sociale e bellezza.



I Maya e l’estetica dentale
La civiltà Maya (750 a.C. – 1697 d.C.) raggiunse risultati sorprendenti anche in odontoiatria. Sono attestati i primi impianti dentali con frammenti di conchiglia inseriti nell’osso mandibolare. Sebbene poco colpiti dalla carie, i Maya attribuivano grande valore estetico ai denti: li decoravano con pietre preziose incastonate e fissate con resine naturali, ricorrendo probabilmente a foglie di coca come anestetico.



L’Egitto faraonico
Gli Egizi furono tra i primi a distinguere la medicina generale dall’odontoiatria. La figura di Hesy-Ra, “capo dei dentisti” del faraone Zoser (2700 a.C.), è considerata la prima attestazione di un dentista nella storia. Le mummie rivelano denti consumati dalla sabbia presente nei cibi e frequenti malattie parodontali. Per sostituire i denti mancanti, venivano realizzate protesi legate da fili d’oro: interventi che, secondo alcuni studiosi, venivano praticati soprattutto post-mortem, per assicurare al defunto un aspetto dignitoso nell’aldilà.


L’ingegno etrusco
Gli Etruschi, celebri orafi, trasferirono la loro abilità nell’arte odontoiatrica. Realizzavano protesi in osso, avorio o denti animali, fissandole con lamine e fili d’oro. Utilizzavano inoltre lo stesso metallo per stabilizzare denti mobili: un’anticipazione del moderno splintaggio. I loro reperti sono oggi custoditi nei musei italiani, testimonianza di una cultura raffinata anche nella cura del sorriso.


L’antica Roma
I Romani, pur progrediti in molte arti, erano meno attenti alla salute orale. I denti malati venivano estratti e, nei ceti elevati, sostituiti con protesi. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, descrive rimedi popolari contro gengiviti e mal di denti, alcuni più simbolici che scientifici, come il bizzarro consiglio di rivolgersi a una rana sotto la luna.Per l’igiene orale proponeva un rudimentale dentifricio a base di cenere di lupo, gusci d’uovo e pomice, mentre per lo sbiancamento si ricorreva a sciacqui di urina, considerata efficace per mantenere i denti bianchi.



Il Medioevo europeo

Nel medioevo la cura dei denti fu affidata soprattutto ai barbieri-chirurghi, figure polivalenti che oltre a tagliare barba e capelli estraevano denti, praticavano salassi e riducevano fratture. Il celebre palo bianco e rosso che ancora oggi contraddistingue i barbieri deriva proprio da questa tradizione, con il rosso a simboleggiare il sangue e il bianco le bende usate nei salassi.I barbieri-dentisti ricorrevano a estrazioni, rudimentali otturazioni e persino a denti finti ottenuti da ossa animali. Singolare, in Germania, il rimedio popolare che prescriveva di baciare un asino per alleviare il mal di denti.Un’invenzione cruciale giunse nel 1498 dalla Cina: lo spazzolino con setole naturali di maiale, progenitore diretto degli spazzolini moderni.



Dal Settecento all’età contemporanea

Tra XVIII e XIX secolo, l’odontoiatria compì passi decisivi. Il Codice di Hammurabi già citava l’estrazione come pena, ma ora l’attenzione si spostava sulla cura e sul sollievo dal dolore. Nel 1790 fu introdotto l’uso del protossido di azoto, il “gas esilarante”, come anestetico; nel 1905 la scoperta della procaina (poi lidocaina) inaugurò l’era dell’odontoiatria senza dolore.La vulcanizzazione della gomma (1839) rese possibile stabilizzare le dentiere, mentre il XIX secolo vide nascere prodotti che usiamo ancora oggi: il dentifricio industriale (Colgate, 1873), il filo interdentale (1882), i tubetti spremibili (1892).Fondamentale anche l’evoluzione degli strumenti: nel 1871 James Beall Morrison brevettò il primo trapano meccanico, perfezionato nel 1957 con l’invenzione del trapano ad alta velocità di John Borden.



L’eredità moderna

La seconda guerra mondiale contribuì paradossalmente alla diffusione dell’igiene orale: ai soldati americani venne imposto di spazzolare i denti due volte al giorno, un’abitudine che estesero poi alle famiglie al ritorno in patria.Da quel momento, l’odontoiatria si avviò verso l’era moderna, tra ricerca di estetica e prevenzione, fino all’attuale “sorriso perfetto” che unisce salute, tecnologia e cultura.